Lo sosteneva Lao Tzu, oltre 2500 anni fa! Non poteva ricorrere al termine “leadership”, ma aveva ben chiaro cosa significasse essere un leader.
Gli fa eco Maria Montessori: “il più grande successo di un insegnante è poter dire: i miei bambini stanno lavorando come se io non esistessi”.
In effetti, il coach più bravo è quello che gestisce talmente bene lo spogliatoio, da non aver bisogno di sgolarsi quando la squadra è in campo.
Se vogliamo che i nostri collaboratori creino valore, lavorando con intelligenza, responsabilità, consapevolezza e armonia, dobbiamo educarli a realizzare il meglio delle loro potenzialità, non a obbedire ai nostri ordini. E dobbiamo smettere di confondere lo spirito di servizio con il servilismo, la disponibilità con l’appiattimento, la lealtà responsabile con la fedeltà incondizionata. Una squadra vincente è costituita da persone pensanti che condividono la visione del proprio leader, al quale assicurano, coerentemente, il proprio contributo originale e creativo.
Certo è più facile e più comodo governare un gruppo di persone accondiscendenti e timorose, peccato che cento conigli, non fanno un cavallo!
SC